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Guida della citta' di Milano

 

La Citta'

Milano, capoluogo della Lombardia, ha una popolazione di 1,3 milioni di abitanti.
E' la citta' industriale piu' grande d'Italia, con molti settori industriali diversi.
E' un polo d'attrazione per designer, artisti, fotografi e modelli.
Il centro storico di Milano e' caratterizzato da edifici e palazzi alti ed affascinanti, motivo per il quale tante persone provenienti da ogni parte del mondo desiderano visitare la citta' del glamour.


Il Clima

Il clima in Italia e' prevalentemente mediterraneo: alpino all'estremo nord; caldo e secco al sud.
Gli inverni milanesi sono relativamente miti, benche' nebbiosi, con temperature che vanno da zero ad 8 gradi Celsius.
Le estati possono essere molto umide, con temporali di breve durata; le temperature variano dai 14 ai 29 gradi.
Da marzo fino a tutto aprile le temperature vanno dai 6 ai 18 gradi.
Da ottobre fino a tutto novembre oscillano fra i 6 ed i 17 gradi.


La Storia

Le origini di Milano risalgono al 400 a.C., quando i Galli vi si stanziarono dopo aver sconfitto gli Etruschi.
Nel 222 a.C. la citta' venne conquistata dai Romani, ed annessa all'Impero Romano.
Dopo il 313 A.D., l'anno dell'Editto di Tolleranza verso la Cristianita', molte chiese vennero edificate e fu nominato il primo vescovo: Ambrogio, un personaggio talmente influente che la chiesa divento' Chiesa Ambrosiana (il 7 dicembre si celebra S. Ambrogio).
Nel 1300 la famiglia nobiliare Visconti, i cui membri provenivano da Bergamo, Cremona, Piacenza, Brescia e Parma, governo' la citta', che visse un periodo di gloria e ricchezza.
Il Duomo venne costruito nel 1386 e divenne il simbolo di Milano.
La famiglia Sforza subentro' ai Visconti sia nel Castello che nel potere e, dopo molti anni di guerra contro Venezia e Firenze, la citta' ottenne la pace.
Sotto il ducato degli Sforza la citta' avvio' lo sviluppo delle scienze, dell'arte e della letteratura.
Ludovico il Moro (Ludovico Sforza) chiamo' Leonardo da Vinci ed "il Bramante" presso la propria corte.
Per ulteriori informazioni fare riferimento alla storia.


Arte e Cultura

Milano e' da sempre una citta' ricca ed importante, ed ha sempre accolto artisti famosi di ogni epoca, offrendo una particolare ricchezza di chiese, edifici e monumenti.
Durante il Rinascimento si ebbero dei cambiamenti nella cultura e nell'arte, con un notevole contributo nel periodo neoclassico.
Milano offre una grande varieta' di edifici, monumenti e musei.
La chiesa piu' importante e' la Cattedrale, la terza chiesa piu' grande del mondo.
E' tutta in marmo, con statue, arcate, pilastri e pinnacoli immensi.
Dal tetto e' possibile ammirare un bel panorama della citta'.
Santa Maria delle Grazie venne costruita fra il 1466 ed il 1490, e modificata dal Bramante.
Il Refettorio ospita uno dei dipinti piu' famosi di Leonardo da Vinci: l'Ultima Cena.
Milano possiede molti palazzi storici, come Palazzo Reale, situato nella zona a sud di Piazza Duomo.
Il Castello Sforzesco e' uno dei simboli di Milano, insieme alla Madonnina ed alla Galleria Vittorio Emanuele II.
Tutte queste opere d'arte insieme sono solo alcune delle ragioni per cui vale la pena di visitare la citta'. V. la sezione dedicata all'arte ed alla cultura.

DUOMO

Grandiosa opera, simbolo di Milano, sorge sulla Basilica Santa Maria Maggiore che venne incapsulata nella costruzione del Duomo.
Questo meraviglioso monumento vanta ben sei secoli di storia, infatti, sulla prima campata a destra, vi e' una piccola lapide che narra:
El principio del domo di Milano fu nel anno 1386.
Infatti si inizio' a costruirlo nel 1387 fino alla consacrazione dell'Altar Maggiore nel 1418 da Papa V. La sua costruzione fu lenta e complessa e interesso' tutta l'Italia:
infatti il Duomo segui' lo stile Gotico Fiorito d'Oltralpe che influenzo' l'architettura dell' Italia intera.
Ma la sua storia non finisce affatto a questa data: nel Cinquecento furono aggiunte altre parti: nel 1769 fu completata la guglia principale e solo nel 1774 vi fu posta la Madonnina tanto amata dai milanesi.
La costruzione della Cattedrale ha visto susseguirsi i migliori artisti, scultori e architetti italiani.

Duomo Milano

PORTA TICINESE

Porta Ticinese, gia' Porta Cicca, e' una porta meridionale d'accesso alla citta' di Milano, della cerchia esterna delle mura spagnole.
La porta, fu progettata da Luigi Cagnola in stile neoclassico e costruita fra il 1801 e il 1814. L'iscrizione latina la dedica "Alla Pace sospirata dai popoli", dopo le guerre napoleoniche.
(la traduzione esatta e' "Alla pace liberatrice dei popoli")Sotto Napoleone era nota come 'Porta Marengo'.
La porta venne posta a cavallo del fossato, proseguimento (ora prosciugato) della darsena del Naviglio Grande, esteriormente al tracciato delle mura spagnole, per costringere al pagamento del dazio chi entrava in citta'.

 

PORTA TICINESE

CASTELLO SFORZESCO

Il Castello Sforzesco, uno dei piu' importanti monumenti di Milano, ha avuto, nel corso della sua storia, lunghe vicende costruttive, brutali demolizioni, ricostruzioni, abbellimenti e restauri, divenendo un simbolo dei momenti storici, felici e drammatici, della citta'.
Il piu' antico fortilizio e' chiamato "di Porta Giovia" perche' costruito lungo le mura medievali di Milano, delle quali ingloba l'omonima porta.
Viene edificato come rocca difensiva negli anni fra il 1360 e il 1370 da Galeazzo II Visconti; i lavori vengono proseguiti dai successori Gian Galeazzo e Filippo Maria, che trasforma la struttura nella propria residenza e sistema il grande parco a nord dell'edificio.
Il Castello dei Visconti ha pianta quadrata, con lato di 180 metri e quattro torri angolari.
Tre anni piu' tardi, nel 1450, Milano accoglie come nuovo Signore della citta' il condottiero Francesco Sforza, grande generale e consorte dell'ultima Visconti, Bianca Maria, unica figlia, illegittima, di Filippo Maria.
Inizia cosi' la riedificazione del Castello, fortezza che risorge sulle fondamenta viscontee, ma si mostra ingentilita verso la citta' grazie alla torre d'ingresso progettata dal Filarete e ai torrioni rotondi edificati dall'architetto militare Bartolomeo Gadio.
In seguito al'Unita' d'Italia (1861) e all'acquisto del complesso da parte della citta' di Milano, si apre la fase del restauro e della ricostruzione, che vede assoluto protagonista l'architetto Luca Beltrami.
Vengono demolite le residue fortificazioni esterne, si scavano nuovamente i fossati, si restaurano la Rocchetta e la Torre di Bona, si ricostruisce la parte superiore dei torrioni rotondi.
Nel 1905 viene inaugurata la Torre del Filarete, completamente riedificata.
Il Castello e' cosi restituito alla citta' e destinato ad accogliere musei e biblioteche, assumendo la funzione culturale e pubblica che ancora oggi lo caratterizza.

 

CASTELLO SFORZESCO

SANT'AMBROGIO

Edificata tra il 379 e il 386 per volere del vescovo di Milano Ambrogio, fu costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane.
Per questo venne dedicata ai martiri ed era chiamata Basilica Martyrum: lo stesso Ambrogio voleva riporvi tutte le reliquie dei santi martiri Satiro, Vittore, Nabore, Vitale, Felice, Valeria, Gervasio e Protasio.
Sant'Ambrogio stesso vi venne sepolto e da allora cambio' nome, assumendo quello attuale.
Nel IX secolo, subi importanti ristrutturazioni volute dal vescovo Angilberto II (824-860),
il quale fece aggiungere la grande abside, preceduta da un ambiente sovrastato da volta a botte, sotto il quale si svolgevano le funzioni liturgiche.
Nello stesso periodo, il catino dell'abside venne decorato da un grande mosaico ancora esistente [1], il Redentore in trono tra i martiri Protasio e Gervasio e con gli arcangeli Michele e Gabriele, corredato da due episodi della vita di Sant'Ambrogio.
Il quadriportico e la facciata
Al ciborio, di epoca ottoniana, vennero aggiunti quattro fastigi con timpano, decorati con stucchi nel X secolo ed ancora eccellentemente conservati.
Sotto il ciborio venne collocato l'Altare di Sant'Ambrogio, capolavoro dell'oreficeria carolingia, in oro, argento, dorato, pietre preziose e smalti, quale vistoso segnale della presenza delle reliquie dei santi, collocate al di sotto dell'altare stesso e visibili da una finestrella sul lato posteriore.
La basilica ha preso il definitivo aspetto tra il 1088 e il 1099, quando, sulla spinta del vescovo Anselmo, venne radicalmente ricostruita secondo schemi dell'architettura romanica.
Venne mantenuto l'impianto a tre navate (senza transetto) e tre absidi corrispondenti, oltre al quadriportico, anche se ormai non serviva piu' a ospitare i catecumeni, ma come luogo di riunione.
Il tiburio fu aggiunto verso la fine del XII secolo ma crollo' ben presto (6 luglio 1196): venne subito ricostruito, con la particolare conformazione esterna caratterizzata da gallerie con archetti su due registri sovrapposti.

 

SANT'AMBROGIO

MAGENTA

E' un quartiere ottocentesco sorto attorno a Corso Magenta, l'omonima strada gia' esistente ai tempi in cui Milano era capitale dell'Impero romano d'occidente, qui sorge il convento di Santa Maria delle Grazie dove Leonardo Da Vinci dipinse l'ultima cena.
Il corso e' una via principale e corso Magenta merita quest'appellativo per la sua storia e le sue attrazioni.
Nella grande pianta della citta' di Milano, pubblicata dall' amministrazione municipale il 2 Gennaio 1814, il tratto di strada da piazzale Baracca a largo d'Ancona si chiamava Borgo delle Grazie e quello fino a via Meravigli"corso di porta Vercellina".
Il borgo detto delle Grazie si chiamava Borgo perche' esterno dalle mura e Grazie per il nome del piccolo santuario dal quale aveva origine la chiesa.
La denominazione unica di cso Magenta venne attribuita nel 1865 in ricordo della battaglia vinta dai Franco-Piemontesi contro gli Austriaci il 4 Giugno 1859.
Dalla guida Savallo del 1898 rileviamo che il primo tratto si chiamava in quell'anno Corso Magenta e quello successivo a via Carducci (allora S. Gerolamo) corso di Porta Magenta
All'angolo con via Luini la chiesa di S. Maurizio, era il convento piu' antico della citta'.
Nel 1503 sorse la chiesa attuale.
Da ricordare Palazzo Litta, il Palazzo delle Stelline, il collegio S.Carlo, la chiesa di S Maria delle Grazie.
Tratto da Sciroeu anno IV Marzo 2002 pag 11 di Giorgio Moro Visconti.

 

Magenta

CENACOLO VINCIANO

Leonardo ha dipinto l'Ultima Cena nel Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie per volere di Ludovico il Moro, in un arco di tempo che va dal 1494 al 1497.
L'artista, trattandosi di pittura su muro, non si e' affidato alla tradizionale quanto resistente tecnica dell'affresco, che impone una veloce stesura del colore sull'intonaco ancora umido, ma ha voluto sperimentare un metodo innovativo che gli consentisse di intervenire sull'intonaco asciutto e, quindi, di poter tornare a piu' riprese sull'opera curandone ogni minimo particolare.
Purtroppo le intuizioni di Leonardo si rivelarono sbagliate e ben presto, per un'infelice concomitanza di cause, la pittura comincio' a deteriorarsi.
Nel corso dei secoli, di conseguenza, si susseguirono molti restauri nel disperato tentativo di salvare il capolavoro.
Nel 1999, dopo oltre vent'anni di lavoro, si e' concluso l'ultimo intervento conservativo che, grazie alla rimozione di tante ridipinture, ha riportato in luce quanto restava delle stesure originali.
L'estrema fragilita' del dipinto, la cui superficie e' assimilabile a un gigantesco puzzle di cui si sono irrime- diabilmente perse un 'infinita' di tessere, ha portato oggi all'adozione di rigorose misure di salvaguardia per evitare gli sbalzi di umidita', l'inquinamento atmosferico e le polveri.
Da cio' e' scaturita l'esigenza di regolamentare anche il flusso dei visitatori, che possono accedere al refettorio al massimo in 25 per volta.
Per favorire l'affluenza del maggior numero di persone, il tempo di visita e' stato limitato a 15 minuti, ma tale restrizione porta comunque il Cenacolo ad essere il sito museale piu' visitato a Milano.
Il Cenacolo Vinciano appartiene allo Stato Italiano ed e' gestito dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano che, con il supporto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, insieme all'Istituto Centrale del Restauro e alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Milano, provvede alle continue cure richieste dall'Ultima Cena.

 

CENACOLO VINCINIANO

MALPENSA

Lo shuttle bus (navetta) che dall'aereoporto vi porta fino alla Stazione Centrale.
Il viaggio dura 45 min costa intorno ai 7,00 EUR.
Il Malpensa Express, attivato nel 1999 con l'apertura dell'hub intercontinentale di Malpensa 2000,
e' un servizio garantito da LeNORD ed e' l'unico collegamento ferroviario tra la citta' e l'aeroporto.
Ogni giorno collega il centro di Milano (stazione Cadorna) con l'aeroporto intercontinentale di Malpensa (Terminal 1, piano sotterraneo), con treni in partenza ogni trenta minuti per ciascuna direzione: ai minuti 27 e 57 per Malpensa e ai minuti 23 e 53 per Milano Cadorna.
Il servizio effettua fermate (con possibilita' di interscambio) nelle stazioni di Milano Bovisa, Saronno e Busto Arsizio.
Inoltre, da dicembre 2008, offre sette nuove corse point-to-point, cioe' senza fermate intermedie, in soli 31 minuti invece di 40.
Tre sono in direzione Malpensa (h. 4.27, 5.27 e 12.27) e quattro verso Milano Cadorna (h.14.53, 22.53, 23.23 e 23.53.). Da Milano (via Paleocapa) la prima corsa (4.10) e l'ultima (23.27) sono effettuate con servizio bus senza fermate intermedie, cosi' come le ultime due da Malpensa (0.23 e 1.30).
Il servizio Malpensa Express viene svolto esclusivamente con treni di tipo TAF (Treni ad Alta Frequentazione) di sola prima classe, costruiti tra il 1998 e il 2000.
L'allestimento per questo specifico servizio, oltre alle normali dotazioni del modello TAF, prevede un'apposita livrea e la presenza di bagagliaio negli spazi tra gli scompartimenti.

 

MALPENSA

LINATE

Dall'aereoporto di Linate potete prendere lo shuttle bus fino alla Stazione Centrale.
Il viaggio dura 20 min e costa circa 3,00 EUR.

Dall' aereoporto di Orio al Serio, Bergamo:
Prendete lo shuttle fino alla Stazione Centrale.
Il viaggio dura piu' o meno un'ora e costa 8,00 EUR.
Potete procurarvi i biglietti in aereoporto.


Come arrivare a Linate
In AUTO
Linate e' collegato direttamente con la Tangenziale Est di Milano tramite l'apposito svincolo di Linate - Viale Forlanini.
In AUTOBUS
Da Linate sono operativi servizi pullman che collegano l'aeroporto con le seguenti citta':
Milano, Pavia, Brescia, Verona e Lugano.
E' inoltre disponibile un collegamento bus per raggiungere l'aeroporto di Malpensa.

 

LINATE

POLDI PEZZOLI

La vocazione al collezionismo fu per Gian Giacomo Poldi Pezzoli una scelta di vita quasi obbligata e il riflesso piu' naturale del suo ambiente familiare e sociale.
Soprattutto dalla famiglia della madre, Rosa Trivulzio, egli aveva ereditato il gusto e la passione al collezionismo che gia' erano stati propri del padre di lei, il principe Gian Giacomo Trivulzio, proprietario di una raffinatissima raccolta d'arte, di libri e di oggetti preziosi, oggi in gran parte conservata presso i Musei Civici di Milano.
Raggiunta la maggiore eta' nel 1846, anche Gian Giacomo inizio' a raccogliere oggetti per la formazione di una collezione personale, appassionandosi dapprima alle armi e alle armature antiche.
I numerosi viaggi in Europa e la conoscenza dei nuovi musei parigini e londinesi, ricchi di tesori di arti applicate, certamente stimolarono Poldi Pezzoli alla ricerca di oggetti preziosi: smalti e oreficerie del Medioevo e del Rinascimento, tappeti, arazzi, gioielli, vetri, porcellane venivano ad aggiungersi alle collezioni di dipinti, soprattutto del Rinascimento e del Settecento veneto, e di sculture.
Numerosi conoscitori, consulenti e antiquari ebbero il ruolo di assistere il collezionista nelle scelte e nell'acquisto dei pezzi, fra cui in particolare il famoso storico dell'arte Giovanni Morelli e il pittore e professore all'Accademia di Brera Giuseppe Bertini, il quale sara', dopo la morte di Poldi Pezzoli, il primo direttore del museo, responsabile anche dell'incremento delle collezioni soprattutto di dipinti e di tessuti.
Ulteriori raccolte di dipinti, orologi meccanici e solari, pizzi e ricami, si sono aggiunte negli ultimi decenni, grazie a generose donazioni da parte di collezionisti privati.

 

POLDI PEZZOLI

MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA

Il Museo nazionale della scienza e della tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano e' dedicato al grande genio rinascimentale.
La sede, l'antico monastero di San Vittore al Corpo e' situata in via S. Vittore 21, nelle vicinanze del luogo ove Leonardo possedeva alcuni terreni coltivati a vigna, all'epoca appena fuori le mura cittadine.
E' anche non lontano dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, ove si trova il celebre Cenacolo e dalla Basilica di Sant'Ambrogio.
Nel 2008 e' stato visitato da 329.453 persone (e' rimasto chiuso al pubblico dal 9 giugno al 16 settembre 2008).
L'idea di creare a Milano un museo dedicato alla tecnica risale agli anni trenta del Novecento. All'attuazione, tuttavia, si giunse molto piˆ¼ tardi.
Nel 1942 fu costituita la "Fondazione Museo Nazionale della Tecnica e dell'Industria", promossa da Guido Ucelli di Nemi e Arnaldo Salamini.
Nel 1947 la Fondazione si trasformo' in ente morale, e le fu assegnato l'edificio che attualmente ospita il museo: un convento di frati Olivetani risalente al secolo XVI.
Trasformato in ospedale militare in epoca napoleonica e poi in caserma, fu danneggiato dai bombardamenti aerei dell'agosto 1943.
All'inizio degli anni cinquanta fu ristrutturato a museo su progetto di Piero Portaluppi.
L'inaugurazione avvenne il 15 febbraio 1953 alla presenza dell'allora presidente del consiglio dei ministri Alcide De Gasperi.
Negli anni successivi le raccolte vennero progressivamente ampliate, con l'apertura di nuove sezioni.
Nel 1964 venne realizzato il padiglione aeronavale, espressamente per ospitare gli oggetti tuttora piu' importanti contenuti: la nave scuola Ebe ed il Conte Biancamano.
Nel 1969 fu inaugurato il padiglione ferroviario.
Nel 1993 furono aperti i primi laboratori interattivi.
Nel 1999 il museo venne trasformato in fondazione di diritto privato.
Ad iniziare dai primi anni del XXI secolo, l'ente museale si e' riorganizzato in una veste piu' dinamica e flessibile, recuperando precedenti collezioni con l'aiuto di sponsor, ristrutturando sale e favorendo la presenza di eventi di interesse culturale quali convegni, concerti e mostre temporanee.

 

MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA

MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE

Il Museo Civico di Storia Naturale di Milano fu fondato nel 1838, e a partire dal 1893 occupa l'attuale sede di Corso Venezia 55 a Milano.
E' un istituto culturale e scientifico dipendente dal Comune di Milano e nacque quando i naturalisti De Cristoforis e Jan donarono le loro collezioni alla citta'.
Lo stesso Jan fu il primo direttore del Museo.
Nel 1943 fu quasi completamente distrutto dai bombardamenti e molte collezioni subirono rilevanti danni.
Grazie all'entusiasmo di molti, terminata la guerra, il Museo fu ricostruito e nel 1952 venne nuovamente aperto al pubblico.
Fin dalla sua fondazione il Museo si e' sempre impegnato in uno sforzo di rinnovamento, acquisendo nuove collezioni e sviluppando percorsi didattici di notevole valore scientifico.
Le esposizioni sono state aggiornate nel corso del tempo mantenendosi al passo con il progresso scientifico e il gusto del visitatore.
Attualmente offrono livelli di lettura destinati a un pubblico diversificato fra studenti, appassionati, specialisti e semplici curiosi, spesso in visita con i loro bambini.
Offrono numerosi e accurati diorami (ovvero le ricostruzioni di ambienti naturali) che rappresentano uno dei mezzi di comunicazione scientifica piu' evoluta ed efficace nel colpire la sensibilita' del visitatore e sviluppare una coscienza ambientale.
Le 23 sale del Museo si sviluppano su oltre 5000 mq di spazio, dove i temi dei rapporti tra gli organismi e l'ambiente, della storia dell'evoluzione della vita e la ricchezza delle forme naturali sono sviluppati con estrema cura.
Oltre alle esposizioni il Museo conserva ricche collezioni di studio per dare spazio alla ricerca che, insieme alla didattica, rappresenta uno degli scopi fondamentali di queste strutture.
Le collezioni di studio sono ordinate seguendo un criterio diverso da quello espositivo;
esse occupano meno spazio e sono riunite in un'area non aperta al pubblico.
In questa sala sono raccolti la maggior parte degli esemplari di cetacei esposti in Museo.
A partire dal soffitto dei cavi sostengono lo scheletro completo di una balenottera comune acquisita dal Museo nel 1866.
Nelle vetrine laterali sono esposti gli scheletri o i crani di buona parte delle specie presenti nel Mediterraneo, da quelle piu' frequenti come la stenella striata, il tursiope e il globicefalo, fino a quelle piu' rare come lo zifio e la pseudorca.
Alla lista si aggiunge lo scheletro completo di una focena, specie tra le piu' piccole, solo accidentale nel Mediterraneo.

 

MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE

PINACOTECA DI BRERA

La Pinacoteca di Brera e' collocata nell'omonimo palazzo, dove trovano sede anche altre istituzioni culturali, quali la Biblioteca, l'Osservatorio Astronomico, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l'Accademia di Belle Arti.
La Pinacoteca di Brera e' il principale museo d'arte di Milano, uno dei piu' importanti del mondo per le sue prestigiose raccolte di pittura antica e moderna.
L'itinerario di visita prende avvio con la donazione Jesi, selezionata raccolta di dipinti e sculture d maestri italiani del XX secolo.
Segue il settore dedicato ai fondi oro e ai dipinti tra Trecento e Quattrocento con i capolavori di Gentile da Fabriano, di Mantegna, di Giovanni Bellini e di Carpaccio.
Si passa dunque ai vasti saloni napoleonici in cui sono esposte le tele, gi affreschi staccati e le tavole di maggior dimensioni, come la Predica di San Marco in Alessandria di Gentile e Giovanni Bellini, il Ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto, varie opere di Veronese, il polittico di Vincenzo Foppa, la Crocifissione del Bramantino e altri importanti dipinti veneti e lombardi quattro-cinquecenteschi.
Sale dedicate ad altre scuole del XV secolo (fra cui, ben rappresentate, quella ferrarese e quella marchigiana) precedendo l'ambiente in cui sono raccolti altri capolavori della Pinacoteca: il Cristo alla colonna di Bramante, la Pala Montefeltro di Piero della Francesca e lo Sposalizio della Vergine di Raffaello.
Si prosegue poi verso la sezione della pittura del Seicento, che si apre con le tele dei Carracci e la Cena di Emmaus di Caravaggio.
Il Settecento e' rappresentato soprattutto da opere di maestri veneti, come Tiepolo e i vedutisti Canaletto, Guardi e Bellotto.
Concludono la visita i dipinti ottocenteschi, dal neoclassicismo di Appiani al romanticismo di Hayez, fino ai Macchiaioli e alla versione preliminare del celebre Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.

 

PINACOTECA DI BRERA

ACQUARIO CIVICO

L'Acquario civico di Milano fu istituito nel 1906, nell'ambito dell'Esposizione Internazionale di Milano.
E' il terzo acquario piu' antico d'Europa.
Posizionato nell'attuale area del Parco Sempione, tra l'Arena Civica ed il Castello Sforzesco, in pieno centro, e' stato oggetto per 3 anni di un lungo restauro che ha riportato l'esterno all'antico splendore e ha completamente rinnovato gli interni con nuove vasche, pur mantenendo l'interesse originale: offrire una dettagliata visione degli ambienti acquatici d'acqua dolce e marini italiani.
Il museo e' situato all'interno della zona ecopass.
La storia dell'Acquario Civico milanese prende il via nel 1906 quando a Milano si tiene una grande Esposizione Internazionale per festeggiare l'apertura del traforo del Sempione.
Costruito su progetto dell'architetto Sebastiano Locati, l'Acquario viene inaugurato il 28 aprile del 1906, ed e' considerato uno degli edifici di maggior pregio e significato del liberty milanese.
Art nouveau Due anni dopo la sua inaugurazione, nel 1908, l'Acquario viene inoltre arricchito dalla costituzione di una Stazione di biologia e di bioidrologia applicata.
L'Acquario continua la sua attivita' fino all'agosto del 1943 allorche', colpito dalle bombe anglo-americane, viene notevolmente lesionato.
Nel 1952 cominciano i primi lavori di sistemazione che, nel 1960, divengono una vera e propria ristrutturazione.
Questa ritrutturazione si occupo' prevalentemente delle vasche e poco fece per la preservazione architettonica dell'edificio.
Nel 1963 l'Acquario riapre e, sotto la guida del suo direttore Menico Torchio, ricomincia ad essere operativo sia dal punto di vista della ricerca scientifica sia di quello puramente ostensivo, rivolto al grande pubblico.
Intorno agli anni 90 si comincia a percepire la necessita' di un ulteriore ammodernamento dello storico edificio e della concreta possibilita' di una ridistribuzione di tutti gli spazi.
Prende dunque il via nel 2003, ad opera degli architetti Piero De Amicis e Luigi Maria Guffanti (con la supervisione scientifica del direttore dell'Acquario, Dr. Mauro Mariani) la ristrutturazione dell'intero edificio che, terminata nella primavera del 2006, ha permesso di restituire alla citta' questo importante edificio notevolmente rinnovato, celebrandone, al contempo, i primi cento anni di vita.

 

ACQUARIO CIVICO

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